Il bisogno di tutela per i minori stranieri non accompagnati #conibambini

Nel corso del 2023 è proseguita la crescita del numero di minori stranieri non accompagnati: circa 24mila nel nostro paese. Bambini e ragazzi che si trovano in una condizione di forte vulnerabilità, che richiede tutele ulteriori, come quelle garantite dai tutori volontari.

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Il prossimo 18 dicembre ricorre la giornata internazionale dei migranti. Negli ultimi anni, anche a seguito di crisi umanitarie e guerre, è cresciuto il numero di profughi a livello mondiale. Un aumento già visibile nel corso del 2021, ben prima della definitiva uscita dall’emergenza Covid.

Alla fine di quell’anno, nel mondo le persone costrette a lasciare la propria abitazione a causa di persecuzioni, conflitti, violenze, violazioni dei diritti umani o di eventi che disturbano significativamente l’ordine pubblico erano state quasi 90 milioni, per il 41% minori. Molti di questi – nel nostro paese come nel resto del mondo – fuggono da soli, senza i genitori.

Ciò pone questi bambini e ragazzi in una condizione di enorme vulnerabilità, dal momento che tutte le difficoltà connesse all’arrivo in un paese straniero si sommano all’assenza di una figura genitoriale o comunque di riferimento.

La tutela necessaria per i minori stranieri non accompagnati

La legge italiana riconosce questa condizione con una serie di tutele, regolamentate principalmente dalla legge 47/2017 sulla protezione dei minori stranieri non accompagnati (Msna).

Nelle ultime settimane tanto Anci, l’associazione dei comuni, quanto il garante per l’infanzia (Agia) hanno evidenziato la necessità di offrire una risposta strutturale al fenomeno che tuteli i minori coinvolti, nel corso delle audizioni svolte in parlamento dal comitato Schengen. A maggior ragione alla luce della crescita dei minori stranieri non accompagnati, anche nel nostro paese.

Le crescita dei minori stranieri non accompagnati

Nel corso del 2023 è proseguito in modo pressoché contante l’aumento dei minori stranieri non accompagnati nel nostro paese.

Sono quasi 24mila i Msna presenti in Italia, secondo quanto rilevato alla fine dello scorso ottobre. La quota dei 20mila era stata raggiunta nel novembre del 2022 e da allora si è sostanzialmente mantenuta nei mesi successivi. Salvo il fisiologico calo tra dicembre e gennaio, legato al fatto che per alcuni – in assenza di dati anagrafici precisi – la data di nascita viene fissata al 1° gennaio per convenzione. E di conseguenza anche il raggiungimento della maggiore età.

I dati si riferiscono, per ciascun mese, ai minori stranieri non accompagnati (Msna) presenti nel nostro paese nell’ultimo giorno dello stesso mese. Sono tratti dai report mensili del ministero del lavoro sui minori stranieri non accompagnati presenti in Italia.

In corrispondenza del cambio di anno, il decremento nel numero di Msna è spesso più significativo che nei restanti periodi. Ciò è in parte dovuto al fatto che per numerosi minori in attesa di identificazione formale viene registrata come data di nascita il primo giorno dell’anno. Pertanto i 17enni che risultano avere come data di nascita il 1° gennaio escono dalla base dati nel mese di gennaio, cioè al compimento formale della maggiore età.

FONTE: elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati ministero del lavoro e delle politiche sociali
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Ottobre 2023)

Rispetto allo stesso periodo del 2022, si tratta di una crescita superiore al 26%: erano infatti circa 19mila i Msna presenti a quella data. Se invece si confronta la cifra raggiunta con quella dell’autunno 2021 l’aumento è addirittura superiore al 100%. I minori stranieri registrati sul territorio nazionale al 31 ottobre del 2021 erano 10.317.

Tra le nazionalità, la più frequente alla fine di ottobre è quella egiziana, con quasi cinquemila Msna, pari al 20,3% del totale. Seguono i minori ucraini (4.237 bambini e ragazzi), quasi il 18% di quelli presenti in Italia. Al terzo posto i Msna provenienti dalla Tunisia (10,6%), seguono quelli con cittadinanza della Guinea (8,45%).

FONTE: elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati ministero del lavoro e delle politiche sociali
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Ottobre 2023)

Bambini e giovani che, alla fine di ottobre, erano accolti soprattutto in Sicilia. Oltre un quarto del totale dei Msna presenti in Italia si trova sull’isola (26%). Seguono Lombardia (12%), Emilia Romagna (8,2%), Campania (6,8%) e Calabria (6,4%).

Il ruolo del tutore volontario per l’integrazione dei Msna

Per una maggiore tutela di bambini e ragazzi stranieri non accompagnati, la legge sui Msna del 2017 ha previsto la figura del tutore volontario.

(…) è istituito un elenco dei tutori volontari, a cui possono essere iscritti privati cittadini, selezionati e adeguatamente formati (…) disponibili ad assumere la tutela di un minore straniero non accompagnato o di più minori, nel numero massimo di tre, salvo che sussistano specifiche e rilevanti ragioni. (…)

Il ruolo di queste persone, che devono essere adeguatamente formate e non necessariamente sono anche affidatari, è molteplice e riguarda da vicino la protezione e l’integrazione del minore.

I tutori volontari garantiscono l’integrazione e la protezione del minore straniero non accompagnato.

Ad esempio tra i loro compiti rientra quello di assicurare che siano tutelati i diritti del Msna, garantendone l’accesso senza alcuna discriminazione. Deve inoltre promuoverne il benessere psicofisico e seguirne i percorsi di educazione e integrazione, verificando che si tenga conto delle sue capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni. Infine, deve vigilare sulle condizioni di accoglienza, sicurezza e protezione, nonché amministrare l’eventuale patrimonio della persona di minore età (cfr. Agia).

È un ruolo chiave nell’integrazione dei minori stranieri non accompagnati, di cui alla fine di ottobre l’autorità garante per l’infanzia ha caldeggiato un’ulteriore valorizzazione nel corso dell’audizione al comitato Schengen, anche nel rapporto con enti e organizzazioni a livello locale.

Il profilo dei tutori volontari nel 2022

Il monitoraggio di questo sistema è affidato dalla stessa legge all’autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, che proprio il mese scorso ha pubblicato il rapporto relativo al 2022.

In quell’anno il numero dei tutori volontari di minori stranieri non accompagnati è stato pari a 3.783. Si tratta di oltre il 9% in più rispetto al 2021, quando erano 3.457. Un dato in crescita, ma comunque basso rispetto alla necessità di queste figure. Se si considera che – in base alla legge – ciascun tutore può occuparsi al massimo di 3 minori, anche raggiungendo questa soglia limite la copertura potenziale supera di poco gli 11mila Msna, a fronte degli oltre 20mila presenti in Italia.

3.783 i tutori volontari di Msna iscritti, al 31 dicembre 2022, negli elenchi istituiti presso i tribunali per i minorenni.

La maggior parte dei quasi quattromila tutori risulta iscritta nel registro del tribunale per i minorenni di Torino (504). Sopra la soglia dei 250 anche Roma (440) e Milano (267). Seguono, con almeno 200 tutori volontari, Bologna (230), Palermo (227) e Perugia (202).

Quasi 3 tutori su 4 sono donne (74%). L’età nella metà dei casi oscilla tra 46 e 60 anni (49,5%) o è superiore (20,3% dei tutori iscritti è ultrasessantenne). Si tratta soprattutto di persone con un titolo di studio universitario (59,4%) e occupate (77,9%).

Come stanno funzionando i meccanismi di tutela

Nel corso del 2022, in base ai dati disponibili per circa l’80% dei tribunali, ai tutori registrati sono stati proposti 13.838 abbinamenti con minori stranieri non accompagnati. Il criterio di assegnazione più frequente indicato dai tribunali è un domicilio limitrofo a quello del minore. Seguono la valutazione sul carico di eventuali altre tutele aperte e l’esperienza pregressa del tutore.

Complessivamente la proposta di abbinamento è stata accettata in 10.200 casi nel 2022: circa 3 proposte su 4. La quota raggiunge il 100% nei tribunali di Catanzaro, Firenze, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Taranto, Trento e Trieste. Mentre la quota più bassa – al netto dei 5 tribunali per cui questa informazione non è disponibile (Bolzano, Brescia, Caltanissetta, Milano e Venezia) si riscontra a Roma (11,9%) e Torino (26,4%). Un mancato abbinamento che, secondo quanto rilevato da Agia, può avere diverse cause.

I motivi principali che inducono i tutori volontari iscritti negli elenchi a rinunciare a un abbinamento proposto con un minore straniero non accompagnato sono riconducibili a problemi di lavoro, motivazioni personali o di salute e mancanza di risorse personali. Inoltre, tra le motivazioni non presenti in elenco ma identificate sotto la voce “Altro”, sono ricorrenti: l’eccessivo carico di tutele; il raggiungimento del numero massimo di tutele consentito; la preferenza per la cittadinanza del minore e l’allontanamento precoce del minore.

Degli oltre 10mila abbinamenti proposti e accettati nel 2022, al 31 dicembre dello stesso anno ne risultavano ancora in corso 6.991. Una cifra da considerare sempre al netto dei 5 tribunali per cui questa informazione non è disponibile: Ancona, Bolzano, Caltanissetta, Trieste e Venezia.

FONTE: elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Agia
(pubblicati: martedì 7 Novembre 2023)

La maggiore concentrazione di tutele in corso a sostegno dei Msna si è riscontrata, a quella data, nei tribunali di Palermo, Roma e Milano, con oltre mille tutele ciascuno, per un totale di oltre 3.600 complessive. Si tratta del 36% di quelle rilevate a livello nazionale nei tribunali per cui il dato è disponibile.

Di fronte a queste cifre, è indubbiamente un segnale positivo l’aumento dei tutori nell’ultimo anno disponibile. Ma – come sottolineato da Agiane servono altri per migliorare le possibilità di inclusione dei minori stranieri non accompagnati. A maggior ragione alla luce della crescita nel numero di Msna, seguita alle crisi internazionali e alle guerre in corso.

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I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa #conibambini sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati utilizzati sui minori stranieri non accompagnati sono di fonte ministero del lavoro e delle politiche sociali e Agia.

Foto: Tolga Ahmetler (unsplash) – Licenza

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