La compattezza delle forze politiche in parlamento Governo e parlamento

In Italia i parlamentari votano senza alcun vincolo di mandato. Il grado con cui le varie forze politiche riescono ad agire in maniera coordinata è però un elemento importante per capire la dinamiche parlamentari.

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La nuova versione di Openparlamento, che abbiamo presentato negli scorsi giorni, include molti indicatori originali. Tra questi l’indice di forza, di cui ci siamo occupati in un recente approfondimento per verificare il ruolo delle donne al governo e in parlamento al di là del semplice dato numerico.

Un’altro indicatore originale invece riguarda l’indice di compattezza, con il quale cerchiamo di misurare quanto ciascuna forza politica agisce in modo coeso riuscendo quindi a portare avanti la propria strategia parlamentare.

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In Italia deputati e senatori sono liberi di esercitare il loro ruolo senza dover rendere conto a partiti o programmi elettorali. L’articolo 67 della costituzione infatti sancisce l’assenza del vincolo di mandato. Si tratta di un principio importante in una democrazia, che fornisce ai parlamentari la libertà necessaria per poter svolgere le proprie funzioni senza pressioni esterne.

Al contempo però la capacità di una forza politica o di una coalizione di agire efficacemente dipende anche da quanto riesce a mobilitare i propri esponenti in modo coerente, potendo contare sul loro appoggio per raggiungere un obiettivo politico.

Per questo è interessante monitorare l’indice di compattezza dei gruppi parlamentari ma anche, più in generale, della maggioranza e dell’opposizione.

Che cos’è l’indice di compattezza

Per calcolare l’indice si tengono in considerazione due parametri: la partecipazione al voto e la posizione espressa. Per ogni voto quindi verifichiamo quanti parlamentari del gruppo hanno partecipato e quanti sono stati gli eventuali voti ribelli, ovvero i voti espressi in dissenso rispetto alla maggioranza del gruppo di appartenenza. Maggiore è la compattezza del gruppo, più alto sarà l’indice. Questa stessa metodologia può essere applicata anche al singolo parlamentare ma, in quel caso, parliamo di indice di affidabilità.

È importante sottolineare che non si tratta di una valutazione qualitativa né sul parlamentare, né sulla sua lealtà alla forza politica a cui appartiene, ma piuttosto di un indicatore che segnala quanto egli contribuisca attraverso il suo voto alle scelte del suo gruppo.

Infatti mentre un voto ribelle esprime chiaramente un dissenso rispetto alla posizione della propria forza politica, l’assenza alle votazioni può avere ragioni diverse. Un parlamentare infatti può non partecipare al voto perché malato, oppure perché si trova “in missione”, come avviene molto spesso a deputati e senatori che ricoprono anche incarichi di governo. Questo tipo di assenze quindi non esprimono un dissenso politico, ma allo stesso tempo non contribuiscono all’azione politica del gruppo parlamentare.

La compattezza di maggioranza e opposizione

Il fatto che i parlamentari che ricoprono anche incarichi di governo partecipino poco ai lavori parlamentari contribuisce a ridurre l’indice di compattezza della maggioranza. Ci si potrebbe quindi aspettare che l’indice sia più alto per l’opposizione.

Al contrario però i dati mostrano, sia alla camera che al senato, una compattezza maggiore della coalizione di governo rispetto all’opposizione.

74,2% l’indice di compattezza della maggioranza al senato. L’opposizione si ferma al 65,6%.

FONTE: Openparlamento
(ultimo aggiornamento: venerdì 22 Marzo 2024)

Questo dato può essere spiegato in diversi modi. Da una parte si potrebbe ritenere che per la maggioranza la compattezza del voto parlamentare sia in qualche modo più importante. Infatti se dovesse essere battuta dall’opposizione su un voto a causa di un numero eccessivo di assenze o, a maggior ragione, a causa dei voti ribelli potrebbe essere messa in questione la sua capacità di esercitare l’azione di governo.

Questo ragionamento tuttavia dovrebbe valere anche al contrario, l’opposizione infatti avrebbe tutto da guadagnare in un caso del genere. Questa dinamica dunque può più facilmente essere ricondotta a una certa divisione tra le forze politiche di opposizione che, come è noto, in alcuni casi si trovano su posizioni diverse tra loro.

La compattezza dei gruppi

Diversa invece è la situazione se osservata a livello dei singoli gruppi. In questo caso infatti non conta come hanno votato le altre forze di maggioranza o opposizione, ma solo il comportamento interno a ciascuna forza politica.

In questi termini in effetti i gruppi più compatti al loro interno risultano essere di opposizione. Alla camera infatti al primo posto troviamo Alleanza verdi-sinistra (Avs) con il 79,7%, seguita dal Partito democratico (Pd – 74,5%) e da Fratelli d’Italia (FdI – 72,7%).

Al senato invece troviamo in cima alla classifica il Movimento 5 stelle (M5s) con l’82,9% e poi FdI (78%) e Pd (74,4%).

La presenza ai primi posti di Fratelli d’Italia è certamente da segnalare, visto l’alto numero di parlamentari con responsabilità di governo che partecipano poco ai voti in aula. Rispetto agli altri partner di governo però bisogna anche considerare che FdI conta molti più deputati e senatori. Dunque quelli che non hanno incarichi nell’esecutivo possono in parte compensare l’assenza dei loro colleghi.

FONTE: Openparlamento
(ultimo aggiornamento: mercoledì 3 Aprile 2024)

In fondo alla classifica invece si trova, sia alla camera che al senato, il gruppo misto. Un dato che non stupisce visto che la natura stessa di questo gruppo non presuppone un’unità d’intenti tra i suoi componenti.

Al netto di questo dunque alla camera il valore più basso è quello registrato da Noi moderati (Nm – 54,6%), mentre un po’ meglio fanno Forza Italia (FI – 59,3%) e Italia viva (Iv – 59,4%).

Al senato invece le posizioni più basse sono ricoperte da Per le autonomie (50,6%), FI (58,2%) e Iv (72,1%).

In termini generali si può osservare come in quasi tutti i gruppi l’indice di compattezza risulti più alto al senato che alla camera. Un elemento facilmente spiegabile se si considera che a palazzo Madama la maggioranza ha numeri più limitati che a Montecitorio. Per questo la compattezza dei gruppi diventa politicamente più significativa.

L’affidabilità dei parlamentari rispetto ai propri gruppi

Come anticipato la stessa metodologia dell’indice di compattezza può essere applicata anche ai singoli parlamentari, in modo da verificare quanto ciascuno di loro sia “affidabile” per il proprio gruppo, cioè in che misura contribuisce ai voti espressi dalla sua formazione politica.

Anche in questo caso l’indice di affidabilità non deve essere inteso come una valutazione qualitativa. Deputati e senatori infatti sono liberi di esprimere il proprio voto in piena coscienza. Nonostante questo però il fatto che un parlamentare si esprima spesso in dissenso con il gruppo o partecipi poco alle votazioni (magari per impegni di governo) è un elemento politico che deve essere tenuto in considerazione.

Vista l’importanza della presenza al voto per calcolare questo dato non stupisce che i parlamentari con un indice di affidabilità più alto siano di solito quelli con presenze maggiori e viceversa.

Al primo posto in assoluto, considerando complessivamente camera e senato, troviamo Andrea Casu, deputato del Partito democratico con un indice di affidabilità del 99,7% che risulta presente nel 99,7% delle votazioni e ha espresso un voto diverso dal gruppo solo in 3 occasioni. Al secondo posto invece l’on. Alessandro Battilocchio di Forza Italia con il 99,6% (presente nel 99,9% delle votazioni e con 11 voti ribelli) mentre al terzo l’on. Vincenzo Amich di Fratelli d’Italia, con il 99,6% (presente nel 99,6% delle votazioni e con un solo voto ribelle).

Foto: camera dei deputati

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